Un’ampia documentazione scientifica dimostra che il sostegno di una Doula durante il parto ha un’incidenza positiva su madre e bambino. Gli studi provengono essenzialmente dagli Stati Uniti e dal Regno Unito, dove questa figura professionale è riconosciuta e attiva da molti anni. Nel dicembre 2011 il presidente Obama, visto i riscontri positivi del supporto delle doule durante il parto,  ha approvato un importante finanziamento per sostenerne la formazione (http://www.scienceandsensibility.org/?tag=cochrane-study-about-doula-care).

In generale le ricerche effettuate in questi anni dimostrano che la presenza di una doula riduce la durata del travaglio, il ricorso al taglio cesareo, l’uso di farmaci per l’induzione del parto, la richiesta dell’ epidurale e la richiesta di analgesici durante il travaglio. In un grande studio svolto alla fine degli anni 90 (Una doula fa la differenza, tratto da Nugent – Periodico di Mothering, marzo/aprile 1998) si afferma inoltre che  sei settimane dopo la nascita, le madri accompagnate da una doula:

– sono meno ansiose e depresse
– hanno più fiducia nelle proprie capacità
– hanno maggior soddisfazione con il partner
– hanno meno problemi durante l’allattamento

Anche l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) afferma l’importanza dell’accompagnamento della madre durante tutto il processo del travaglio e del parto:

http://whqlibdoc.who.int/hq/1996/WHO_FRH_MSM_96.24.pdf

Nel blog di Marzia Bisognin, doula italiana, possiamo leggere:

Una trentina di anni fa, in un ospedale del Guatemala, una giovane studentessa di medicina partecipò a uno studio sull’attaccamento madre-bambino. La giovane aveva l’incarico di osservare le donne e scrivere le osservazioni fatte, restando completamente neutra e invisibile.

Si sa, le ricerche scientifiche si fanno così, qualsiasi intervento del ricercatore inquinerebbe i dati raccolti e li renderebbe inutilizzabili ai fini del progetto.
Quando il neonatologo iniziò lo studio e l’organizzazione delle osservazioni dei suoi studenti, scoprì che un campione di dieci madri, ovvero tutte quelle tenute sotto osservazione della medesima studentessa, avevano avuto esiti sensibilmente diversi da tutte le altre donne campione. Allora il ricercatore chiamò la ragazza, le chiese una spiegazione e lei confessò di non essere stata capace di stare con le mani in mano, di essere rimasta accanto alle donne durante tutto il travaglio, di non averle mai lasciate sole, di averle accarezzate, di avere loro tenuto la mano.

Le dieci donne furono escluse dallo studio, ma qualche tempo dopo il neonatologo, che si chiamava Marshall H. Klaus, esaminò attentamente quelle cartelle, perché l’errore della giovane studentessa aveva fatto sì che queste donne avessero un travaglio più breve e privo di complicanze, e in tre di loro c’era stata una rapidissima produzione di latte subito dopo il parto.

La ragazza si chiamava Wendy Freed. Da questa storia, raccontata da Marshall H. Klaus nel libro Far da madre alla madre, prende avvio la figura della doula moderna.